• Tra un anno le fatture elettroniche potranno essere regolarmente utilizzate nei rapporti commerciali con le Pubbliche Amministrazioni dei Paesi Europei e Unioncamere informa, con il Comunicato Stampa del 16 aprile scorso, che la piattaforma delle Camere di Commercio è pronta per le nuove fatture UE. Sono inoltre già disponibili anche le funzioni per la fatturazione tra imprese e privati, in vista dell'obbligo previsto per gennaio 2019. Le imprese italiane che utilizzano la piattaforma fatturaelettronica.infocamere.it, precisa Unioncamere, "potranno compilare le fatture dirette alle PA dei paesi UE con le modalità usate fino ad ora, lasciando alla piattaforma digitale il compito di trasformarle nello standard Europeo per l'invio all'Amministrazione destinataria".

  • Affinché l'introduzione dell'obbligo di fatturazione elettronica tra privati si concretizzi in un'opportunità e non in un rischio per gli studi di commercialisti è necessario che quest'ultimi di "attrezzino" e si riorganizzino al fine di gestire nel migliore dei modi il passaggio dalla contabilità analogica a quella digitale. Alla luce di queste premesse il CNDCEC ha predisposto un documento, diffuso il 13 aprile scorso, che vuole essere un punto di riferimento per gli iscritti e che prevede "una gestione diretta da parte dello studio del processo di emissione, contabilizzazione e conservazione della fattura elettronica, in un sistema nel quale cliente e studio interagiscono telematicamente, condividendo lo spazio digitale entro il quale si svolge il processo di fatturazione". Clicca qui per leggere il Comunicato Stampa del CNDCEC.

  • La Commissione Tributaria Provinciale di Siracusa, con la sentenza n. 881/2 del 13 febbraio 2018 ha affermato il principio secondo cui "l'agente della riscossione può avvalersi del servizio di posta elettronica certificata, ma a condizione che l'invio telematico abbia ad oggetto solo ed esclusivamente il documento informatico e non già una copia informatica (ossia una scansione del documento precedentemente emesso in forma cartacea)". L'art. 26, comma 2, del D.P.R. n. 602/73, infatti, escludendo l'applicazione dell'art. 149 bis c.p.c., "non riconosce l'equipollenza tra documento informatico e copia (informatica) del documento cartaceo, per cui l'esattore può e deve trasmettere solamente il documento informatico".

  • E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 88 del 16-04-2018 il Decreto 8 marzo 2018 del Ministero della Giustizia che adegua gli importi del diritto di protesto e delle indennità di accesso relativi alla levata dei protesti cambiari. Gli importi minimo e massimo del diritto di protesto e le indennità di accesso previsti dagli articoli 7, primo comma e 8 della legge 12 giugno 1973, n. 349, maggiorati dal citato decreto ministeriale del 26 marzo 2012, sono fissati come segue: 1. diritto di protesto: minimo € 2,16 + 0,04 = 2,20 massimo € 46,62 + 0,84 = 47,46 2. indennità di accesso: a) fino a 3 chilometri: € 1,93 + 0,03 = 1,96 b) fino a 5 chilometri: € 2,28 + 0,04 = 2,32 c) fino a 10 chilometri: € 4,21 + 0,08 = 4,29 d) fino a 15 chilometri: € 5,94 + 0,11 = 6,05 e) fino a 20 chilometri: € 7,36 + 0,13 =7,49 Oltre i venti chilometri, per ogni sei chilometri o frazione superiore a tre chilometri di percorso successivo, l'indennità prevista alla precedente lettera e) è aumentata 1,93 + 0,03 =1,96. Il decreto entrerà in vigore il primo giorno del mese successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

  • La Commissione Tributaria Provinciale di Siracusa, con la sentenza n. 881/2 del 13 febbraio 2018 ha affermato il principio secondo cui "l'agente della riscossione può avvalersi del servizio di posta elettronica certificata, ma a condizione che l'invio telematico abbia ad oggetto solo ed esclusivamente il documento informatico e non già una copia informatica (ossia una scansione del documento precedentemente emesso in forma cartacea)". L'art. 26, comma 2, del D.P.R. n. 602/73, infatti, escludendo l'applicazione dell'art. 149 bis c.p.c., "non riconosce l'equipollenza tra documento informatico e copia (informatica) del documento cartaceo, per cui l'esattore può e deve trasmettere solamente il documento informatico".

  • Sulla Gazzetta Ufficiale n. 86 del 13 aprile 2018 è stato pubblicato il Comunicato del Consiglio Nazionale Forense che illustra le modifiche al codice deontologico forense. In particolare, nella seduta amministrativa del 22 settembre 2017 il CNF ha deliberato di modificare l'art. 20 (Responsabilità disciplinare) del Codice deontologico forense sopprimendo la formulazione vigente con quella che riportiamo di seguito: "1. La violazione dei doveri e delle regole di condotta di cui ai precedenti articoli e, comunque, tutte le infrazioni ai doveri e alle regole di condotta imposti dalla legge o dalla deontologia costituiscono illeciti disciplinari ex art. 51 comma 1 legge n. 247/2012. 2. Tali violazioni, ove riconducibili alle ipotesi tipizzate ai titoli II, III, IV, V, VI del C.D., comportano l'applicazione delle sanzioni disciplinari ivi espressamente previste; ove non riconducibili comportano l'applicazione delle sanzioni disciplinari di cui agli articoli 52 lettera c e art. 53 legge n. 247/2012 da individuarsi e da determinarsi, quanto alla loro entità, sulla base dei criteri di cui agli articoli 21 e 22 del Codice deontologico." Per accedere al testo completo del Comunicato contenente le altre modifiche al codice deontologico forense clicca qui.

  • L'Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), con la Delibera n. 14 del 10 aprile 2018, definisce le modalità operative e l'ammontare dell'assegno di ricollocazione al fine della sua entrata a regime. Il documento, che annulla e sostituisce la precedente delibera n. 3 del 14 febbraio 2018, fa inoltre slittare l'entrata in vigore della misura di politica attiva al prossimo mese di maggio. L'ANPAL ha infatti deliberato di dare mandato al direttore generale di provvedere agli adempimenti conseguenti ai fini dell'entrata a regime dell'assegno di ricollocazione, con il seguente cronoprogramma: definizione dei flussi informativi con INPS entro il mese di aprile 2018. disponibilità della nuova infrastruttura tecnologica entro il mese di aprile 2018, previa congrua fare di test; disponibilità degli standard di cooperazione applicativa per la domanda di AdR da parte di CPI e Patronati entro il mese di maggio 2018; formazione degli operatori entro il mese di aprile 2018; finalizzate tutte le fasi precedenti, partenza del sistema con decorrenza dal mese di maggio 2018; definizione di un sistema di rating dei soggetti erogatori condiviso con Regioni e Province autonome, entro il mese di ottobre 2018.

  • Tra un anno le fatture elettroniche potranno essere regolarmente utilizzate nei rapporti commerciali con le Pubbliche Amministrazioni dei Paesi Europei e Unioncamere informa, con il Comunicato Stampa del 16 aprile scorso, che la piattaforma delle Camere di Commercio è pronta per le nuove fatture UE. Sono inoltre già disponibili anche le funzioni per la fatturazione tra imprese e privati, in vista dell'obbligo previsto per gennaio 2019. Le imprese italiane che utilizzano la piattaforma fatturaelettronica.infocamere.it, precisa Unioncamere, "potranno compilare le fatture dirette alle PA dei paesi UE con le modalità usate fino ad ora, lasciando alla piattaforma digitale il compito di trasformarle nello standard Europeo per l'invio all'Amministrazione destinataria".

  • Dal 1° marzo 2018 è disponibile la procedura telematica per effettuare le comunicazioni di cui all'art. 1, comma 1 della Legge n. 12/1979 da parte degli iscritti all'Ordine dei Commercialisti e all'Ordine degli Avvocati. Si ricorda infatti che tutti gli adempimenti in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale dei lavoratori dipendenti, quando non sono curati dal datore di lavoro, possono essere assunti solo da coloro che siano iscritti nell'albo dei consulenti del lavoro o possono essere svolti anche dai professionisti iscritti all'Albo dei Dottori commercialisti ed esperti contabili o a quello degli Avvocati, previa comunicazione agli Ispettorati del Lavoro delle province nel cui ambito territoriale intendono svolgerli. L'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha reso disponibile la guida alla corretta compilazione della Comunicazione inizio attività gestione del personale ex art. 1, L. n. 12/1979, oltre alle relative FAQ.

  • Il Consiglio dei Ministri dello scorso 21 marzo 2018, così indica il comunicato stampa, ha approvato in sede preliminare un D.lgs. (di seguito RI - Regolamento Italiano) che introdurrebbe disposizioni per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento Europeo (di seguito RE), che entreranno in vigore il prossimo 25 maggio 2018, data in cui il D.lgs. 196/2003 verrebbe abrogato. Forse anche questa volta il nostro legislatore "arriverà un po' lungo" - non arriva mai lungo in altre occasioni, come ben sappiamo, infatti il RE è datato 2016 ed entrerà in vigore il 25 maggio 2018: i due anni di "distanza" costituivano il lasso di tempo necessario ad adeguare le normative nazionali al RE, infatti il Consiglio dei Ministri, pur avendo due anni a disposizione, è intervenuto - non si sa ancora in quale modo - dopo 23 mesi circa. Tanto per fare un esempio la normativa nazione dovrà stabilire quale sia l'età dei minori cui si applica la tutela dei dati personali (l'articolo 8 del RE prevede infatti che gli stati membri possono stabilire un'età inferiore ai 16 anni ma comunque non inferiore ai 13, l'attuale D.lgs. 196/2003 prevede i 16 anni). In vista dell'emanazione del RI se metto le mani al mio faldone privacy e riformulo in termini chiari e coincisi l'informativa e la richiesta di consenso per il trattamento di dati sensibili, ad esempio per il trattamento dei dati relativi al 730 o al modello Redditi PF cosa scrivo? faccio riferimento al D.lgs. 196/2003 che tra circa due mesi sarà abrogato? E poi mi ritroverò a rifarle... [continua sul sito]

  • L'iscrizione a ruolo della tassa rifiuti è illegittima se l'avviso di pagamento depositato durante il processo tributario non indica il numero della raccomandata con la quale l'ente locale afferma di averlo notificato. E' questa la soluzione offerta dalla Sezione Tributaria della Corte di Cassazione nella sentenza n. 8474, depositata in cancelleria il 6 aprile scorso, secondo cui va sempre adeguatamente provata nel processo tributario la regolare notifica dell'atto prodromico al provvedimento esecutivo. TERMINI E PROCEDURE DI NOTIFICA DEGLI AVVISI DI ACCERTAMENTO TASSA RIFIUTI La legge 27.12.2006, n. 296, prevede al comma 161, art. 1, che gli enti locali, relativamente ai tributi   di   propria competenza, procedono alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli   o   dei   parziali   o   ritardati   versamenti, nonchè all'accertamento d'ufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti, notificando al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato.   Gli avvisi di accertamento in rettifica e d'ufficio devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. PRASSI ADOTTATA DALLE SOCIETA' CONCESSIONARIE Con riferimento alla... [continua sul sito]

  • Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con la Ragioneria generale dello Stato, tramite la Circolare n. 13 del 21 marzo 2018, ha fornito chiarimenti in merito a quanto previsto dall’art. 48 bis  del DPR 602/73. Secondo tale articolo, le Pubbliche Amministrazioni, al momento dell’erogazione di un importo pari o superiore a 5.000 euro, devono verificare la presenza di ruoli non onerati presso l’Agenzia Entrate - Riscossione. Quest’ultima dovrà fornire una risposta entro 5 giorni lavorativi ed in caso di silenzio la Pubblica Amministrazione potrà procedere al pagamento. A partire dal 1° marzo 2018, per effetto della Legge di Bilancio 2018, il limite oltre cui scatta tale adempimento è stato stabilito, appunto, a 5.000 euro; in precedenza era 10.000. La verifica sopra descritta deve essere operata da tutte le Pubbliche Amministrazioni, compresi gli Enti Pubblici, come i consorzi di sviluppo industriale o le gestioni commissariali. Diversamente le fondazioni e le associazioni senza personalità giuridica di diritto pubblico non devono effettuare la verifica. Si ricorda che per le operazioni effettuate nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni,... [continua sul sito]