• Secondo quanto anticipato dal Sole24Ore il 10 agosto 2018 sarebbe stato firmato un DPCM del MEF (attualmente non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale) che rinvia la doppia rata delle imposte sui redditi (Irpef, Ires, Irap e IVA) in scadenza al 20 agosto. A pochi giorni dalla scadenza del 20 agosto 2018, con le festività di Ferragosto, un weekend alle porte e la gran parte delle software house e degli studi professionali chiusi per ferie, sarebbe praticamente impossibile intervenire in tempo utile. Anche perché gran parte delle deleghe F24 sono già state trasmesse telematicamente o "prenotate" in banca per il pagamento. Non si tratterebbe infatti di un semplice rinvio della scadenza, ma di un vero e proprio ricalcolo con l'aggiunta di interessi. Ecco allora che la tardiva proroga della scadenza del 20 agosto e la conseguente modifica del calendario dei versamenti per Irpef, Ires, Irap e IVA finisce con il rivelarsi un'inutile complicazione per i contribuenti titolari di partita IVA.

  • Si attesta al 48,3% la pressione fiscale "reale" che i contribuenti italiani devono sopportare: un valore di ben 6,1 punti in più rispetto a quella ufficiale. Anche se in calo dal 2014, infatti, il peso effettivo delle tasse è ingiustificatamente elevato. E a questo si aggiunge anche il peso della burocrazia e dell'inefficienza infrastrutturale, che pone i cittadini italiani che pagano regolarmente le tasse sempre più in difficoltà nell'adempiere agli obblighi tributari. Questo è parte del quadro che ci viene presentato da un'analisi sulla pressione fiscale condotta dall'Ufficio Studi della CGIA di Mestre. Sul tema il segretario della CGIA, Renato Mason, ha dichiarato: "Oltre all'imponente sforzo economico che anche quest'anno i contribuenti sono chiamati a sostenere, gli italiani devono sopportare anche un costo aggiuntivo legato alle difficoltà nell'adempiere agli obblighi tributari. Secondo gli ultimi dati della Banca Mondiale, infatti, in Italia sono necessarie 238 ore all'anno per pagare le tasse, contro le 139 richieste in Francia e le 110 previste nel Regno Unito. Un gap che ci fa capire quanto la cattiva burocrazia presente nel nostro Paese abbia allungato ingiustificatamente i suoi tentacoli". Clicca qui per accedere al documento integrale dell'Ufficio Studi.

  • Sono attivi, già dal 1° agosto, i nuovi numeri verdi gratuiti dell'Agenzia delle Entrate. I contribuenti che volessero avere informazioni ed assistenza potranno quindi rivolgersi, senza costi, ai seguenti numeri: 800.90.96.96 per informazioni su questioni fiscali generali, sui rimborsi, sulle cartelle e sulle comunicazioni di irregolarità e per prenotare un appuntamento; 800.89.41.41 per ricevere assistenza sugli avvisi di accertamento parziale (articolo 41-bis) notificati ai proprietari di immobili affittati, per i quali sono state rilevate incongruità rispetto ai redditi dichiarati, e per informazioni sulle restanti lavorazioni gestite dal Centro Operativo di Pescara. Per questi numeri verdi il costo del traffico telefonico sarà interamente a carico dell'Agenzia, come conseguenza della legge annuale per il mercato e la concorrenza n. 124/2017. I contribuenti non dovranno quindi sostenere alcun costo per ricevere l'assistenza fiscale richiesta. E' comunque previsto un periodo di transizione, durante il quale sarà ancora possibile contattare l'Agenzia utilizzando i precedenti numeri, con tariffa urbana a tempo, che resteranno attivi fino alla fine dell'anno.

  • In tema di condominio le azioni reali da esperirsi contro i singoli condomini (o contro terzi) e dirette ad ottenere statuizioni relative alla titolarità, al contenuto o alla tutela dei diritti reali dei condomini su cose o parti dell'edificio comune che esulino dal novero degli atti meramente conservativi (al cui compimento l'amministratore è autonomamente legittimato ex art.1130 n.4) c.c.) possono essere esperite dall'amministratore solo previa autorizzazione dell'assemblea ex art.1131 comma 1, adottata con la maggioranza qualificata di cui all'art. 1136 c.c. Questo il principio espresso dalla Corte di Cassazione, Sezione II Civile, con la sentenza n. 19489 del 23 luglio 2018.

  • In tema di distanze tra costruzioni, sia in caso di adozione di strumenti urbanistici contrastanti con l'art. 9 d.m. 1444/68, sia in presenza di disposizioni di divieto assoluto di costruire, sussiste l'obbligo per il giudice di merito di pronunciare la condanna all'arretramento di quanto successivamente edificato oltre i limiti, ove il costruttore sia stato proprietario di un preesistente volume edilizio, o all'integrale eliminazione della nuova edificazione, qualora invece non sussista alcun preesistente volume. Fonte: Corte di Cassazione; sezione II civile; sentenza, 23-01-2018, n. 1616 - Massima a cura de "Il Foro Italiano".

  • La Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili, con la sentenza n. 19523 del 23 luglio 2018 ha affermato il principio secondo cui "rientra nella giurisdizione del giudice ordinario, e non di quello tributario, la controversia avente ad oggetto diritti e obblighi attinenti ad un rapporto previdenziale, anche se originata da pretesa azionata dall'ente previdenziale a mezzo cartella esattoriale." Allo stesso modo, "appartengono alla giurisdizione dell'autorità giudiziaria ordinaria, in funzione di giudice del lavoro, le controversie concernenti la legittimità delle trattenute assicurativo-previdenziali operate dal datore di lavoro su somme corrisposte al lavoratore, trattandosi di materia previdenziale alla quale è completamente estranea la giurisdizione tributaria, mancando del tutto un atto qualificato, rientrante nelle tipologie di cui all'art. 19, d.lgs. n. 546 del 1992 o ad esse assimilabili, che costituisca esercizio del potere impositivo sussumibile nello schema potestà-soggezione proprio del rapporto tributario."

  • Con il Messaggio n. 3012 del 27 luglio 2018 l'Inps comunica il rilascio della procedura telematica per l'invio delle domande di accredito della contribuzione figurativa derivante dallo svolgimento di attività socialmente utili ed illustra i principali aspetti inerenti alle modalità di presentazione delle relative domande.

  • L'Ispettorato Nazionale del Lavoro ha fornito alcuni chiarimenti in merito alla circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali relativa alla sentenza di incostituzionalità della Corte Costituzionale n. 153/2014 dell'art 18 bis, commi 3 e 4, del D.lgs. n. 66/2003, in materia di orario di lavoro. In particolare l'INL, con la Circolare n. 11 del 26 luglio 2018, chiarisce che la rideterminazione degli importi scaturiti dalle violazioni della disciplina sull'orario di lavoro "possa riguardare anche il coobbligato che non ha presentato opposizione all'ordinanza di ingiunzione, qualora il giudizio instaurato dall'altro condebitore fosse ancora pendente o la sentenza non fosse ancora passata in giudicato" al momento del deposito della sentenza della Corte Costituzionale.

  • La Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili, con la sentenza n. 19523 del 23 luglio 2018 ha affermato il principio secondo cui "rientra nella giurisdizione del giudice ordinario, e non di quello tributario, la controversia avente ad oggetto diritti e obblighi attinenti ad un rapporto previdenziale, anche se originata da pretesa azionata dall'ente previdenziale a mezzo cartella esattoriale." Allo stesso modo, "appartengono alla giurisdizione dell'autorità giudiziaria ordinaria, in funzione di giudice del lavoro, le controversie concernenti la legittimità delle trattenute assicurativo-previdenziali operate dal datore di lavoro su somme corrisposte al lavoratore, trattandosi di materia previdenziale alla quale è completamente estranea la giurisdizione tributaria, mancando del tutto un atto qualificato, rientrante nelle tipologie di cui all'art. 19, d.lgs. n. 546 del 1992 o ad esse assimilabili, che costituisca esercizio del potere impositivo sussumibile nello schema potestà-soggezione proprio del rapporto tributario."

  • Incrocio dei dati negli studi di settore del 2016 di due società che esercitano l'attività di poliambulatorio medico (in pratica fanno solo visite specialistiche a pazienti, più qualche esame diagnostico): hai dichiarato di sostenere spese per canoni di locazione di immobili e non hai indicato la superficie utilizzata per l'esercizio dell'attività, se vuoi metterti a posto fai il ravvedimento operoso, sennò rischi un controllo. Scarica il software relativo agli studi di settore, compila ed invia telematicamente con la risposta: lo studio di settore richiede unicamente la superficie utilizzata per l'attività di dialisi, oppure per l'attività di analisi, attività che non vengono esercitate dal contribuente. La stessa cosa per una ditta che esercita l'attività di autolavaggio: manca la superficie, peccato che la superficie da indicare sia quella destinata ad autorimessa o parcheggio, visto che lo studio di settore ricomprende più codici di attività, compresi quelli relative, appunto, ad autorimessa o parcheggio. Forse ci stiamo dimenticando che non si può affidare ad un computer il fare tutto, il non verificare a priori... [continua sul sito]

  • Il 24 luglio 2018 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Dpcm 16 maggio 2018 n. 90 contenente la disciplina dei criteri e delle modalità per il riconoscimento degli incentivi fiscali relativi agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali. Ricordiamo i principali aspetti dell'agevolazione: beneficiari: imprese o lavoratori autonomi, indipendentemente dalla natura giuridica, dalle dimensioni aziendali e dal regime contabile adottato, nonché enti non commerciali; investimenti agevolabili: investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica, anche on line, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, effettuati dal 1° gennaio 2018, il cui valore superi di almeno l'1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell'anno precedente (investimenti incrementali); sono inoltre altresì agevolabili gli investimenti pubblicitari incrementali sulla stampa quotidiana e periodica, anche on line, effettuati dal 24 giugno al 31 dicembre 2017, purché il loro valore superi almeno dell'1% l'ammontare degli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nel 2016; misura dell'agevolazione: il credito d'imposta è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, elevato al 90% nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e start... [continua sul sito]

  • Quando si ha una controversia in ambito di telefonia o tv a pagamento (addebiti ingiusti, malfunzionamento del servizio etc.) la prima cosa da fare è inviare un reclamo scritto (messa in mora) direttamente al gestore. Spesso però il gestore non solo non risolve il problema, ma neanche risponde. Cosa fare? Se quindi il reclamo non viene accolto o addirittura ignorato, per far valere i propri diritti è necessario procedere con un tentativo di conciliazione prima di agire in giudizio. La conciliazione può essere esperita presso un organismo di mediazione a pagamento (Camera di Commercio etc.), oppure gratuitamente presso il Corecom della propria regione. Se la conciliazione va a buon fine, ovvero se l'utente e il gestore trovano un accordo soddisfacente per entrambi, verrà redatto un verbale dal conciliatore Corecom che sarà vincolante al pari di una sentenza. Se invece la conciliazione non va a buon fine, si potrà nuovamente ricorrere gratuitamente al Corecom (o all'Agcom) per la definizione della controversia, o in alternativa si potrà fare causa al giudice ordinario. In breve, per le controversie telefoniche o pay tv, questo è... [continua sul sito]